01 Mag 2008

Paolo CastaldiPaolo Castaldi, 25 anni, professione fumettista. Ciao! Questa non è un’intervista vera e propria, ma più una chiacchierata tra amici. Non ti farò le domande standard, che ci si aspetta in un’intervista, perchè voglio che si parli di fumetto.

Potrebbe però essere interessante, per iniziare, saperne di più sulla tua formazione ed evoluzione.

Come moltissimi autori che han sentito la “vocazione del fumetto”, subito dopo le superiori mi sono iscritto alla Scuola del Fumetto di Milano. Con grande sacrificio economico da parte dei miei genitori, ovvio. Anche perché nel 2004, al termine dei miei tre anni di formazione alla “Scuola di Fumetto”, ancora non avevo le idee ben chiare sulla strada da intreprendere: non avevo ancora un indirizzo tantomeno uno stile.

E infatti, come spesso accade, il mio scopo divenne subito far soldi, non far fumetto. La prima collaborazione con Net Magazine, una rivista di impianto cattolico (e io sono ateo!), naufragò per le divergenze di vedute “stilistiche”: l’editore voleva da me un tratto realistico (più che realistico, sembra disneyano, n.d.r.), in contrasto con il mio stile ancora acerbo di neodiplomato.

Però l’aver già pubblicato mi dava lo status di “professionista”. Professionista giovanissimo! E come tale guadagnai il secondo posto al concorso organizzato nel 2005 a Falcomics, Falconara Marittima.

Il 2005 fu un anno proficuo: cominciò la mia collaborazione con lo sceneggiatore Adriano Barone. Insieme realizzammo “I will never be clean again”, 5 tavole di horror, pubblicato sul numero 3 “Strike“, rivista contenitore della Starcomics. Il prodotto piacque: ci venne richiesta un’altra collaborazione. Quella seconda volta ci chiesero 16 tavole, come ai grandi autori: a 23 anni cominciavo a essere considerato un enfant prodige. “The Anomaly”, questo il titolo delle 16 pagine, una storia fantascientifica di supereoi, rimase inedito a metà: la seconda parte non fu mai pubblicata a causa del fallimento della rivista.

Fallimento dovuto a cosa?

Fallimento dovuto alle scelte editoriali: tante storie di autori anche famosi, ma che consegnavano storie poco interessanti, tirate un po’ via. Insomma, storie magari vecchie, abbozzate, non rifinite. Che però potevano portar soldi agli autori. StarComics, inoltre, si era imposta una tiratura di 50.000 copie al mese. Sbagliarono sicuramente il tiro. Non basta la fama della casa editrice per far andare un prodotto!

Pensi di ripubblicare “The Anomaly”?

Mah, io e Adriano ci speravamo. Tanto che avevo completamente ridisegnato ex novo alcune tavole. Ma nisba. I grandi editori non sperimentano. Abbiamo inviato decine di richieste. Solo Image ci ha risposto, bocciando il progetto come “immaturo”. In questi casi c’è poco da ribattere. Ci si può solo consolare dicendo che per lo meno ha risposto.

Però “The anomaly” tanto schifo non deve fare. Proprio l’altro giorno Adriano mi ha segnalato che un autore francese (di cui ora non ricordo il nome) ha realizzato una storia di “fantapolitica” come la nostra, le cui prime tavole sembrano quasi ricalcate sulle mie.

Verrebbe quasi da pensare al plagio…

Preferisco non esprimermi. Peccato, però, perché “The Anomaly” è un prodotto ironico, tendente al trash, che mescola i generi: dalla fantapolitica, ai supereroi, alle storie d’amore gay..

Comunque la collaborazione con Starcomics, l’essere considerato enfant prodige, significherà pur qualcosa!

Mh, sì, sicuramente. C’è da dire, però, che proprio in quel periodo ho cominciato a entrare in crisi. A rendermi conto che non avevo uno stile mio, che avevo tralasciato la ricerca del mio stile personale per fare prodotti “commerciali”. Non mi rispecchiavo più nei miei disegni. Mi si chiedevano tavole pulite, rifinite a china, con gli sfondi dettagliati. Io invece tendo a essere arioso, rarefatto, d’atmosfera. E in più sono pigro. Non hai idea della fatica che facessi per disegnare “a cottimo”, tradendo le mie inclinazioni naturali. Tra l’altro in quel periodo cominciai a lavorare in uno studio di grafica e animazione. Ambiente stimolante e creativo, di sicuro! Ma poco redditizio (e quando mai!) e, soprattutto, non mi lasciva spazio per me stesso e per i miei disegni. Ho resistito fino a marzo di quest’anno. Poi ho deciso di rischiare e dedicarmi in toto al fumetto.. speriamo in bene!

Senti, io ti ho conosciuto grazie a Nuvole Rapide, che pubblichi sul web..

Sì, Nuvole Rapide è un progetto che sto sviluppando con l’appoggio di Salvatore Primiceri di Voilier2000. Quando l’ho conosciuto, tramite Ivan Zoni, gli ho proposto la pubblicazione di Nuvole Rapide (o come altro si chiamava all’epoca). E lui mi ha strutturato il sito internet perché potessi cominciare a crearmi un pubblico sul web.

E non ti ha fatto strano? Voglio dire.. Dalla carta a internet c’è un radicale cambio di impostazione.

Guarda, neanche così tanto. Io ho sempre usato la computergrafica per colorare le mie tavole, in alternativa all’acquerello.

Inoltre non è così “strano”. Per esempio la Marvel stessa vede la pubblicazione sul web come una palestra per i propri giovani autori. Anche se è vero che l’editoria sul web è solo agli albori. Finchè non si convincerà il pubblico ad acquistare fumetti digitali, da leggere in internet, le pubblicazioni on line rimarranno sempre “fumetto di serie B”. Non per la qualità, sia ben chiaro, ma per la mancanza di un riconoscimento di valore vero e proprio: l’acquisto.

Al momento l’acquisto di un fumetto nato sul web avviene solo se viene trasformato in un prodotto su carta. Voilier2000 ha deciso di investire sul mio lavoro, apprezzato da molti sul web, e stamparlo su carta. Il primo numero è stato presentato a Fullcomics (Piacenza, 11-13 aprile 2008). Il secondo è previsto per Lucca Comics and Games, a novembre. Comincerò a lavorarci su a breve. Per fortuna ho già ben in testa tutto lo storyboard!

Tavole di Paolo Castaldi a VerrèsBeh, questo è counque un periodo molto attivo per te! Due mostre in contemporanea: una personale a Comics’ Palace e l’esposizione del tuo nuovo lavoro “Non troppo lontano“, presente anche in Val d’Aosta, a Verrès; Fullcomics; Tunuè che vuol pubblicare on line (con consenso di Voilier2000) alcune tavole di Nuvole Rapide… Insomma, sei in piena crescita!

Crescita è proprio la parola giusta. Pian piano sto affinando il mio stile: non pulisco quasi più i disegni. Mi piace la sensazione di vissuto che danno, la carta sporca che diventa atmosferica, rende la tavola sofferta e vissuta. Sono passato alla sola matita e sto rinunciando alla china. Ma soprattutto è sempre più pressante il bisogno di esprimermi totalmente: disegnare soltanto non mi basta più. Sto lavorando per diventare un autore completo di graphic novel.. per intenderci, Craig Thompson è un buon punto di riferimento. Ovvio che tutto ciò comporta maggior studio, documentazione e fatica. Perché, per smentire molti detrattori del fumetto, è tutto fuorchè un lavoro estemporaneo. Bisogna essere persone culturalmente vivaci per creare un prodotto completo, sia dal punto di vista della sceneggiatura che del disegno. Speriamo…

Già. Speriamo…

1 commento for "Paolo Castaldi, ovvero del fumetto ventenne"

  1. 25 Mag
    Sceneggiatori: Adriano Barone :: Frame Magazine | il magazine online di Shockdom

    […] autore di sceneggiature per Strike! della Star Comics, in collaborazione col disegnatore Paolo Castaldi; ha pubblicato su siti e riviste made in U.S.A. (con prodotti horror e porno furry); impegnato nel […]


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