La realtà nel fumetto – Il riciclo come superpotere ne “La legge di Ueki”
Scritto da Claudio Cosentino |
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Tags: Giappone, Tsubasa Fukuchi, Ueki
Il problema della natura e la questioni sull’ecologia e il riciclo dei rifiuti, è da molto tempo, al centro di tutti i dibattiti e di tutte le discussioni. Molte sono le campagne di sensibilizzazione che usufruiscono dei personaggi dei fumetti, oppure storie che hanno come tema fondamentale l’ambiente. I Giapponesi, però, quando si tratta di usare la loro fantasia, riescono sempre a creare qualcosa di nuovo e originale.
Infatti, proprio in questi giorni, uscirà la serie in sedici volumi “La legge di Ueki” di Tsubasa Fukuchi. I personaggi di questo manga sono dotati dei poteri più strambi mai visti, e il protagonista, Ueki, non è da meno: può trasformare i rifiuti in alberi. Ma da cosa nasce l’idea di trasformare il riciclo in un vero superpotere ?.
Lo racconta Federica Lippi nella sua rubrica “Kappa Pop” sulle pagine di KM Presenta 19, in uscita proprio a luglio. Questo è un piccolo assaggio del suo articolo:
“(…) Il Giappone è senza dubbio in prima linea nella lotta agli sprechi, perseguendo da anni la cosiddetta politica delle “3R”, ovverosia Riduzione, Riutilizzo, Riciclaggio. Un impegno a dir poco encomiabile, perseguito con costanza nelle grandi città come nei paesini, da grandi e piccoli, anziani e studenti. Un impegno che sfiora l’ossessione
In Giappone non esistono cassonetti. La raccolta della spazzatura avviene settimanalmente in giorni prefissati e diversi da quartiere a quartiere. Il giorno X bisogna ricordarsi di mettere i sacchetti ben chiusi sul marciapiede, in angoli predisposti o accanto ai pali, altrimenti la spazzatura rimane in casa un’altra settimana. La suddivisione di base è burnable / non-burnable cioè cose che si possono incenerire e non. I rifiuti non-burnable sono a loro volta divisi in varie tipologie: lattine e barattoli di metallo, bottiglie di vetro, plastica. La carta va depositata in luoghi appositamente predisposti. Rifiuti diversi vengono raccolti in giorni diversi, così potrebbe capitare di mettere fuori le bottiglie di plastica il lunedì, il vetro giovedì e i rifiuti da incenerire il sabato. In molte città bisogna procurarsi sacchetti diversi per ciascuna tipologia. Sono tutti trasparenti, per poter vedere il contenuto, ma hanno scritte verdi, rosse o blu.Per le strade, accanto agli innumerevoli distributori automatici, ci sono sempre diversi contenitori per buttare lattine/plastica/carta, e sono gli unici cestini per la spazzatura che si trovano in giro. Nei grandi centri commerciali o davanti ai supermercati c’è uno spazio per il recycle dove buttare cose come i contenitori del latte, le pile (divise fra alkaline e non), cartucce usate delle stampanti e toner.
Nei luoghi di lavoro l’ossessione raggiunge l’apice massimo. Se si butta una bottiglia di plastica vanno prima tolti etichetta e tappo, da gettare in altri due differenti cestini. La carta è riutilizzata fino allo stremo, e i fogli non si buttano finché entrambi i lati non sono stati usati. Quindi troviamo cestini diversi per carta straccia, cartone rigido, fogli usati su un solo lato, fogli usati su entrambi i lati, carta colorata, buste di carta.Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e viene spontaneo chiedersi: “ma quali sono i rifiuti generici, che si possono incenerire?” Forse solo le bucce di banana e i cerotti usati…
Anche lo spreco di energia viene combattuto strenuamente.
Tutti i luoghi pubblici nei bagni hanno interruttori per la luce (rigorosamente tenuta spenta) e ovunque sono disseminati cartelli che incoraggiano il risparmio energetico.
Dopo l’allarme lanciato dal Protocollo di Kyoto sugli effetti nocivi dei gas-serra e sulle emissioni di elementi inquinanti, il Giappone si è mosso concretamente in favore di uno sviluppo sostenibile. Nel paese esistono al momento più di venti Eco-town, distretti industriali con rifiuti inquinanti pari quasi allo zero, grazie a innovativi sistemi di riciclaggio. (…)”.
Non bisogna tuttavia dimenticare che nemmeno in Giappone non esistano delle contraddizioni, ma all’idea di sfruttare i rifiuti per ricavarne qualcosa di nuovo è da sempre geniale, tanto nella realtà, quanto nella fantasia.
E’ bello pensare di avvicinare i ragazzi al tema dell’ambiente e del riciclaggio in questo modo, e speriamo che questo genere di manga educativi possa solo essere il primo passo verso questa nuova direzione.




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