Fumetti a scuola, il progetto del Museo del Fumetto di Lucca
Scritto da Alberto Turturici |
Segnala via email
|
Stampa
Tags: fumetti, graphic novels, istruzione, italia, politica, scuola
Il fumetto è unanimemente riconosciuto come una forma d’arte, comincia ad esserlo anche in Italia, dopo decenni passati ad essere etichettato come passatempo infantile, come “giornaletti”, gli stessi che, in paesi più attenti alla letteratura disegnata, erano posti nelle librerie accanto ai best seller di narrativa del momento.
Sarà stato l’avvento delle graphic novel(termine di cui si abusa spesso), sarà stato l’impegno di numerosi quotidiani che da diversi anni ci propongono raccolte a fumetti, saranno anche le produzioni cinematografiche che riguardano un numero sempre maggiore di fumetti, ma anche in Italia il fumetto sembra non esser più una lettura infantile.
Una riprova, quella che almeno può dare a questa sensazione un alone di ufficialità, ci è data da una proposta recentemente ventilata, quella di proporre nelle scuole lo studio del fumetto come forma letteraria. Non si tratta di una novità in senso assoluto, perchè già in passato alcuni libri di testo avevano una sezione(seppur breve) dedicata alla storia del fumetto, ma questa parte immancabilmente rimaneva fuori dai programmi dei docenti.
Adesso, nella pur contestata riforma del sistema scolastico del Ministro per l’Istruzione Mariastella Gelmini, che durante l’estate è stata al centro di numerose polemiche per alcune sue dichiarazioni, si inserisce un punto di indubbio merito, quello di inserire il fumetto come argomento di studio nei programmi scolastici. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.
L’8 settembre sono state annunciate due grandi novità: grazie all’attività del Museo del Fumetto e del Comune di Lucca, il fumetto entrerà nelle biblioteche scolastiche e verrà adottato come libro di testo.
L’Assessore all’Istruzione e ai Musei Donatella Buonriposi e il responsabile del Museo del Fumetto di Lucca, Angelo Nencetti hanno presentato due progetti innovativi per l’ingresso nelle biblioteche scolastiche di una sezione dedicata ai fumetti e per l’adozione di una graphic novel come libro di testo.
Ecco le parole dell’Assessore in merito all’iniziativa:
Il fumetto ha oramai assunto nel panorama culturale sia italiano che estero un ruolo grazie alle caratteristiche divulgative e didattiche considerate in ambito sociologico e pedagogico estremamente positive: è giunto quindi il momento di portare il fumetto nelle scuole italiane.
Angelo Nencetti ci spiega invece i termini di questo progetto:
L’idea è nata col fatto che il Museo del fumetto possiede una grande quantità di materiale fumettistico non utilizzato: ci è venuto allora in mente che poteva essere messo a disposizione degli istituti scolastici. Consapevoli della missione del museo del fumetto, che non è solo quella di raccontare la storia del mondo delle strisce disegnate ma anche di fare da centro propulsore della sua diffusione e del suo sviluppo, abbiamo richiesto un incontro con il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e con il ministro della cultura Sandro Bondi: sono venuti fuori i due innovativi progetti.
Per quanto riguarda il progetto della biblioteca del fumetto, si tratta di creare un catalogo di opere, prevalentemente italiane, ma con la necessaria attenzione al fumetto straniero, in modo da offrire una retrospettiva esaustiva sugli autori e le opere che hanno dato rilievo al fumetto come espressione letteraria. Inizialmente le biblioteche del fumetto verranno create nelle scuole medie inferiori e superiori.
Il Museo del Fumetto avrà il compito di redigere l’elenco contenente le opere consigliate per la creazione delle biblioteche, grazie alle sue competenze in materia. Inoltre potrà coinvolgere le case editrici che potranno mettere a disposizione il materiale per la creazione delle biblioteche, eventualmente rieditando i vecchi volumi.
Il progetto partirà dalle scuole della lucchesia per estendersi all’intero territorio nazionale. Inizialmente saranno previste circa mille biblioteche pronte per l’anno scolastico 2009-2010; attraverso un concorso rivolto alle scuole, queste potranno aggiudicarsi le biblioteche.
Il secondo progetto, quello che attira maggiormente l’attenzione, partirà non appena vi sarà l’assenso del Ministero: si tratta di dare un nuovo libro di testo ai docenti, una graphic novel, scelta da una commissione nazionale, in collaborazione con lo staff del Museo del Fumetto. Oltre alla ricerca di un’opera da studiare e commentare - come si fa ad esempio con classici della letteratura italiana come I Promessi Sposi o la Divina Commedia - si prevede anche la realizzazione di opere ad hoc su determinati temi. Così la possibilità di affiancare ai testi storici anche riduzioni a fumetti, o ancora di realizzare albi in occasione di ricorrenze storiche; si è fatto cenno a questo proposito alla possibile realizzazione di un albo celebrativo su Galileo Galilei, in occasione del 400° anniversario dell’uso del cannocchiale.
L’iniziativa è interessante e stimolante, non solo perchè è lo Stato, attraverso l’inserimento nei programmi scolastici, a riconoscere la dignità di genere letterario al fumetto, ma anche perchè attraverso la diffusione della conoscenza di questa forma letteraria, crea un circolo virtuoso che consentirà anche alle case editrici di poter diffondere in modo più ampio le proprie opere, facendo venir meno quell’idea di mercato di nicchia che da sempre caratterizza il fumetto in italia. Il risultato auspicabile dovrebbe essere il modello francese, in cui la narrativa è tanto disegnata quanto scritta.
Nell’ambito di quest’iniziativa, bisogna segnalare anche un’ulteriore notizia. Il Museo del Fumetto, da museo cittadino, si trasformerebbe in Museo Nazionale riconosciuto. Un ulteriore riscontro dell’interesse crescente che riceve il mondo del fumetto e il Museo, che nell’ultimo anno ha quintuplicato le sue visite e si è affermato come il quarto museo a livello regionale. Il riconoscimento come Museo Nazionale consentirà di ricevere ulteriori finanziamenti e di fruire di nuove collaborazioni.
In aggiunta a tutto ciò, dal Blog di Luca Boschi apprendiamo ulteriori particolari sulle modalità di funzionamento della biblioteca del fumetto, che dovrebbe avere una connotazione multimediale e dovrebbe costituire un esempio di biblioteca digitale:
Sia per il punto a) che per il b ) (la biblioteca del fumetto e la graphic novel-libro di testo NdR) la reale ulteriore novità sarebbe la multimedialità sia dei libri di testo adottati, sia della “biblioteca ideale” del fumetto.
In ambedue le parti del progetto prevedo che i supporti non siano cartacei, ma digitali. Sia i libri di testo adottabili, che l’intera biblioteca ideale, sarebbero scaricabili dal sito del Museo del fumetto (nel quale sarebbero inseriti in forma digitale e scaricabili attraverso un accesso a pagamento di pochi euro).
In sostanza, lo studente che deve acquisire il testo da adottare si collegherebbe con il sito del museo;
scaricherebbe il testo digitale pagandone il collegamento corrispondente ad un prezzo che comprenderebbe le varie royalties per il museo, per l’editore, per gli autori.Nel caso che lo studente non possegga computer, il testo sarebbe scaricato dall’istituto scolastico presso il quale si adotta uno fra i testi a fumetti che il sito del museo ha fra quelli adottabili (scelti a definizione dell’iter dal Ministero e dalle apposite commissioni sugli argomenti che sono stati intesi annualmente da approfondire).
Stessa cosa si avrebbe per la biblioteca ideale, dove gli istituti che vinceranno annualmente il concorso potranno scaricare dal sito del Museo l’intera biblioteca digitalizzata ivi contenuta (tutti i 110 volumi dei Classici del Fumetto di Repubblica, per esempio).
Il mio progetto è quindi la prima esperienza italiana di biblioteca del fumetto digitale.
In conclusione non possiamo che manifestare una certa sorpresa, del tutto positiva, verso questa iniziativa. Speriamo soltanto che al progetto così illustrato segua l’applicazione dello stesso, considerando le contingenze che per ora caratterizzano il mondo scolastico e i tagli annunciati. C’è inoltre da confidare in una preparazione, fondamentalmente personale, visto che non esistono corsi di formazione volti all’insegnamento dei fumetti, dei docenti e che questi poi di fatto non accantonino l’insegnamento in questione, avendo maggior interesse a portare avanti i programmi tradizionali.
Accanto a questo primo problema, se ne pone un altro di non minore importanza: quale sarà il docente più adatto a questa forma d’insegnamento? Per la sua stessa natura il fumetto è giustapposizione di sequenze visive e di testi, essi sono inscindibili, ma risaltano in esso tanto la parte letteraria della narrazione o dei dialoghi, quanto la parte tecnica, artistica. Sarà dunque più idoneo un professore di storia dell’arte o uno di letteratura italiana?
fonte: Lo Schermo, Luca Boschi



SCRIVI UN COMMENTO