Filobosco: le strip dei puffy puppies
Scritto da Valentina Colazzo |
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Tags: Associazione Altrove, Barbieri, Bottiroli, Critica della Ragion d'Essere, Filobosco
I teneri animaletti antropomorfi sono uno dei topoi caratteristici della letteratura fumettistica mondiale. Ma quelli di Filobosco non trascorrono le loro giornate alla ricerca di alveari pieni di miele o di giochi con bimbi sperduti. Il Filobosco ne è l’esatta controparte.
Nel novembre 2006 Alessio Bottiroli con la penna e Giulia Barbieri con la matita hanno dato vita a una foresta di animaletti paffutelli intenti a discutere dei massimi sistemi, trasponendo una critica attenta e precisa della realtà che circonda il mondo reale a questa foresta disincantata.
Kant e Nietzsche diventano in questo modo personaggi di diritto delle strip, sia che appaiano realmente o che ne pervadano con la loro visione del mondo i discorsi di Spinus von Tafkal, Sandy, Pedro, Reginald, Frank, Nigel, Manfred, Peter e Rhonda.
Spinus von Tafkal, “il riccio il cui nome ha fatto tremare non poche teste coronate”, è il leader di questo mondo fantastico: insicuro e timido, ma curioso e generoso. Si lancia spesso in avventure nelle quali mette a frutto tutta la sua voglia di conoscere e osare, e difende strenuamente le sue idee, come quando da luogo a indimenticabili tenzoni dialettici con Frank, il vermetto con cilindro convinto creazionista.
Sandy invece, come citano gli autori, è “una scoiattolina la cui filosofia è: al denaro, non all’amore o al cielo”. Una capitalista che studiando e lottando è riuscita a creare un sistema monopolistico in qualsiasi settore merceologico del bosco.
Il Filobosco non ha una precisa ubicazione, e la sua struttura sociale ricalca quella umana, con tutto il corollario di reazioni e problematiche sociali che tale struttura ne comporta. Le storie che ne scaturiscono sono dunque ironiche e pungenti, ma sempre con uno sguardo puntato all’esistenzialismo.
Spesso all’interno dell’intreccio principale compaiono piccole miniserie, come per esempio le avventure di Manfred da cucciolo, il Grande Bosco, i Grandi Romanzi del Filobosco e i discorsi di due granelli di sabbia, metafore di concetti e critiche alla società.
Dal punto di vista stilistico, il tratto del Filobosco è morbido, rotondo e rifinito, e la colorazione fa un largo uso di colori caldi, avvolgenti con una particolare attenzione alle sfumature, diventando anche uno degli elementi caratteristici dello stesso Filobosco. Ricorda molto le illustrazioni delle fiabe dei bambini, ma create con un grande tocco di professionalità e con una precisione che rende omaggio all’abile capacità della disegnatrice Giulia Barbieri.
Una piccola nota è da segnalare a causa di due piccole curiosità che hanno movimentato la vita del Filobosco. La prima riguarda il nome Spinus, che è stato scelto dagli stessi lettori, dopo che gli autori han dovuto cambiare il nome originario del riccio, Ludwig, a causa di una omonimia con un altro personaggio di web strip, e per questo ha assunto anche il cognome von Tafkal: The Artist Formerly Known As Ludwig. La seconda riguarda una diatriba riguardo ad una somiglianza con una strip dal titolo Zooga, affine per tematica e scelta dei personaggi.
Durante il mese di Aprile 2008 è stata pubblicata una nuova raccolta di strip, sia inedite che già pubblicate,
dal titolo “Critica della Ragion d’Essere“, edito dall’Associazione Altrove in una tiratura di 250 copie. L’albo ha un formato di 40 pagine di 21×21 cm in carta patinata lucida, a colori. Il prezzo è di 5,00 €.




1 commento for "Filobosco: le strip dei puffy puppies"
Mi è venuta voglia di leggere le strip del Filobosco!!!Trovo sia molto invitante soprattutto il legame tra animaletti coccolosi e letteratura/filosofia tedesca!
Grazie per l’invito!
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