22 Mag 2008

Giulio Chierchini con due dei suoi stupendi quadri (maggio 2008)Giulio Chierchini oggi compie ottanta anni e la redazione di Frame Magazine gli porge i più sentiti auguri. Il sito tedesco lustige-taschenbuecher gli rende omaggio pubblicando una lunga ma soprattutto interessante intervista anche in lingua italiana. Chierchini non si è risparmiato e ha tolto qualche sassolino dalla scarpa, facendo sorgere una domanda: a questo punto, dopo la questione Concina dello scorso gennaio, cosa sta effettivamente accadendo in Disney?
Ecco alcuni passi importanti dell’intervista, per il cui testo integrale rimandiamo al sito lustige-taschenbuecher.

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Verso la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 vennero pubblicate sia in Italia che in Germania alcune storie lunghe e insolite. Introducevano “Little Gum”, un nuovo amico di “Paperinik” e una piccola pietra rossa dal pianeta El Dorado. Queste storie attirano immediatamente l’attenzione, perché non sono di tre righe come nelle pagine standard ma di due. Inoltre sono colorate col sistema a spruzzo che conferisce loro un sistema tridimensionale unico. I personaggi appaiono molto vivi.
Potresti descrivere come sei arrivato a queste storie? L’idea è stata tua o della redazione di Topolino? Ne hai fatte alcune e altre ancora col metodo dello spruzzo. Così abbiamo l’impressione che i lettori e specialmente la redazione amassero molto queste storie, è esatto? Hai anche colorato in questo modo storie non disegnate da te? Hai utilizzato questo sistema anche per grandi illustrazioni? La tua tecnica sembra molto approfondita e ben realizzata.

Giulio Chierchini:
 Una delle celebri \ LITTLE GUM nasce unitamente alle TAVOLE DIPINTE, da me inventate e portate avanti per anni con molto successo. Gli Americani ne furono entusiasti, realizzando in America un giornale con la mia tecnica. Devo purtroppo dire che, nonostante il grande successo, furono sempre AVVERSATE DALLA REDAZIONE E ANCHE DA QUALCHE MIO COLLEGA.
Capelli, allora direttore di Topolino, mi incoraggiò sempre a produrle. La produzione cessò quando lui andò in pensione. Infatti non le accettarono più e cosi cessai di farle. I lettori amavano quelle tavole, la redazione invece le avversava. Il vero motivo mi sfuggì sempre. Può darsi non le accettassero in quanto erano nate da una mia idea.

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Il che ci porta dritti a un nuovo interrogativo: ritieni che sia più difficile al giorno d’oggi per un artista entusiasta implementare le sue idee e fare delle storie particolari, al di fuori delle caratteristiche più comuni? Vediamo che c’è una mancanza di queste storie, fatte da una sola persona o da un team entusiasta che vi dia particolare importanza, al giorno d’oggi. Li ritroviamo nei primi anni 90 o prima ancora. Tu stesso non hai fatto più storie come questa negli ultimi 15 anni. C’è un motivo particolare che lo spieghi? Sei per caso insoddisfatto delle condizioni e restrizioni attuali? Il tuo collega Cavazzano ci ha detto che - a suo parere - c’è in circolazione un numero di storie estremamente scadente. O dipende solo dal fatto che “Topolino” ha ridotto il numero di storie lunghe e suddivise in varie puntate per concentrarsi di più su storie brevi e comiche?

Giulio Chierchini:
Non ho più scritto sceneggiature a causa di quanto ho detto sopra. Se ci sono storie scadenti è dovuto per prima cosa ai soggetti SCADENTI.
E’ complicato a spiegarsi… Vedi, è difficile per un artista implementare le proprie idee o creare nuove storie, se sta… al di fuori della “corrente principale”. Non ho più potuto scrivere dal momento in cui Capelli lasciò la direzione. Capelli era intelligente, un uomo geniale, un direttore illuminato. Quando lui se ne andò, incontrai moltissime difficoltà con la nuova gestione: smisi di scrivere, e disegnai solo storie scritte da altri. Non sono assolutamente soddisfatto delle condizioni attuali… La responsabilità è in gran parte dell’Accademia, composta da troppe persone che non riescono neppure a comprendere COSA sia un soggetto, o una sceneggiatura… Approvano e pubblicano tante, troppe storie scritte male e realizzate malamente. Hanno eliminato le storie lunghe o a puntate, producendo storielline brevi, nel tentativo di risollevare il giornale. Solo nell’anno scorso, Topolino ha avuto un calo del 12% delle vendite…
E’ avvilente che sia caduto così in basso, dopo che Capelli ha lasciato..

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Mentre i Paperi sono ancora molto popolari in Europa, al giorno d’oggi “Topolino” ha grossi problemi. Gli appassionati lo descrivono come troppo perfetto, troppo intelligente e troppo serio per essere un personaggio umoristico. La Egmont ha tentato di ovviare a questo inconveniente con un Topolino meno entusiasmante ma contemporaneamente più naif e meno intelligente. Queste storie sono diventate estremamente impopolari in Germania fino a quando la Egmont ha bloccato questo esperimento che durava da una diecina d’anni. Il tuo collega Casty lo qualifica come un circolo vizioso: i lettori non amano Topolino perché ci sono troppe storie scadenti. E le storie sono scadenti perché Topolino non è popolare. Tu sei un vero esperto in questo scenario. Potresti dirci qualcosa circa l’evoluzione di questo personaggio? Come la sua popolarità è aumentata e crollata e cosa pensi si potrebbe fare per riportarlo a un ruolo più importante nell’universo Disney? Hai personalmente l’impressione che si dovrebbe fare qualcosa?

Giulio Chierchini:
I problemi attuali di “Topolino” ritengo vadano cercati A MONTE. Se una redazione rende la vita impossibile a grandi soggettisti come BRUNO CONCINA, ideatore tra le altre infinite cose delle storie a BIVI, GIORGIO PEZZIN, NINO RUSSO e altri collaboratori di valore, viene normale chiedersi di chi è la colpa. Hanno voluto rinnovare tutto senza averne idee chiare. Ritengo che la prima cosa sia una sola: DIVERTIRE il lettore. Dai fumetti al cinema è sempre un successo, la tecnica cinematografica potenzia il contenuto del fumetto. Viceversa, portare le storie dal grande schermo alla carta stampata è cosa PERSA in partenza.

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Anche su un altro punto la tua grande esperienza ci può essere di grande aiuto: il metodo italiano di creare storie è cambiato diverse volte. Prima c’erano completi libretti con solo l’universo di Paperino o di Topolino. Erano fatti con storie brevi collegate e disegnate per la maggior parte da Giuseppe Perego. Dopo questo periodo furono seguite da un decennio con avventure molto lunghe. Tu e i tuoi colleghi come Scarpa, Carpi, Pezzin e De Vita avete creato moltissime di queste storie famose. Questa è l’impressione in Germania, dove noi abbiamo il “Lustiges Taschenbuch” (che significa “Libretto tascabile divertente”), un equivalente di “Topolino”. Quante decadi o fasi aveva avuto in Italia dall’inizio fino a oggi, secondo te? Quali di esse erano scadenti e quali delle storie veramente notevoli? Lo scenario attuale si dirige verso un obiettivo giusto, attualmente?

Giulio Chierchini:
DA MESI NON COLLABORO PIU’ A “TOPOLINO”.
Se il giornale è crollato ai MINIMI STORICI non mi sento in colpa. Dicono e lasciano capire che noi VECCHI abbiamo fatto il nostro tempo. Ora è la volta dell’ACCADEMIA . Visti i risultati c’è da piangere.
I personaggi sono stati stilizzati, deformati, il vero stile Disneyano stravolto, non rinnovandolo nella sua continuità.

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Esiste una vera amicizia tra gli artisti del fumetto, oggi? Incontri qualcuno di loro ogni tanto? E partecipi ai meeting che sono organizzati dalla rivista “Topolino” ogni anno?

Giulio Chierchini:
Vedi, noi autori del fumetto abitiamo spesso in città diverse, lontani geograficamente ma uniti nello spirito. I nostri personaggi ci uniscono più di quanto potrebbe funzionare un contatto diretto. Non frequento molti colleghi, a parte i genovesi. E questo mi addolora. Ma senti: Bruno Concina vive a Venezia, Nino Russo a Milano, Giorgio Pezzin a Venezia, Fabio Michelini a Napoli. Anche volendo frequentarci sarebbe difficile. Sì, è vero, ogni tanto progettiamo di incontrarci…domani…dopodomani…tra una settimana…tra un mese…e mesi e anni passano e non ci vediamo per lunghi periodi. Ma ci sentiamo spesso al telefono. In quanto ai meeting, vi partecipo…anzi, vi PARTECIPAVO regolarmente. Se vai alla mia risposta n. 19 capirai perché uso il verbo al passato.

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Che effetto fa vedere il tuo tavolo di lavoro? Hai una stanza dedicata al tuo studio o hai solo bisogno di un posticino come Luciano Gatto? Sarebbe fantastico se tu potessi spedirci qualche foto mentre stai lavorando al tuo tavolo. Quale parte del giorno usi di solito per lavorare? Sei uno che ama lavorare più alla luce del giorno o un lavoratore notturno?

Giulio Chierchini nel suo studioGiulio Chierchini:
Il mio tavolo da lavoro è in una stanza piena di luce e sole. Disordinato all’incredibile. Ma io so sempre dove mettere le mani per trovare quanto mi serve. È un disordine solo apparente. Sono un lavoratore diurno, la notte la uso per dormire. Qui mi vedi con i miei ultimi lavori, i miei quadri.
Lasciata la Disney matrigna (Grimilde di Biancaneve era un dolce Angioletto, paragonata a questa Ditta ingrata e crudele), mi sono dedicato alla produzione di disegni e quadri che vendo per poter vivere. E con un certo successo, devo dire. Molti desiderano avere cose originali dei miei lavori.
Ho anche in mente alcuni progetti che forse porteranno un vento nuovo nel fumetto: le mie “STORIE NAVIGATE”. Perché “navigate”? Perché ti permettono di ENTRARE nel fumetto e di navigarci dentro, passando da un fatto a un altro come se tu fossi al cinema. Ne sono innamorato. Sarà una novità rivoluzionaria, una boccata d’aria fresca.
Ho sottoposto a due editori alla “Fiera del Libro”, sabato scorso, a Torino, la novità. Ne sono rimasti così entusiasti che mi hanno già proposto di ricavarne una pubblicazione.

Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Se ti fa piacere dire qualcosa che non ti abbiamo chiesto esplicitamente: per favore, sentiti libero di dirlo in qualunque modo. Siamo sempre curiosi a apprezziamo questa intervista moltissimo.

Giulio Chierchini:
 Tavola originale da \ La tua domanda mi fa molto piacere perché mi permette di concludere in un modo importante. “Topolino”, negli anni ’50, vendeva 70.000 copie. Grazie al lavoro di pochi collaboratori fedeli, appassionati, entusiasti (Scarpa, Carpi, Bottaro, io stesso), è balzato a 1.000.000, negli anni d’oro. Naturalmente non abbiamo partecipato materialmente a questa grande rimonta economica: eravamo lavoratori free lance e come tali eravamo pagati. Quindi non abbiamo avuto delle retribuzioni pari ai nostri meriti. Non siamo stati bagnati da questa pioggia d’oro. Ma non è questo il punto.
Se quando ti trovi nel periodo triste, in cui la tiratura precipita a 90.000 copie, e ti senti messo da parte e potresti ancora dare moltissimo, per far largo a dei giovani che stravolgono il concetto stesso dei personaggi Disney, quando ti senti scacciato…e non soltanto io, ma grandi sceneggiatori del calibro di Pezzin e di Concina (due dei più grandi Maestri che abbia avuto la Disney Italiana in trent’anni, autori di mille invenzioni, rinnovatori, geniali), quando vedi i migliori disegnatori messi da parte per far posto a dei giovani che devono ancora farsi le ossa…allora vuol dire che siamo alla frutta.
Il fatto è semplice. Capelli è stato l’ultimo grande Direttore di “Topolino”. Sparito lui sono arrivati dei direttori che (per loro stessa ammissione) non sapevano nemmeno cosa fosse un fumetto. Si è verificato uno spaventoso calo di vendite, che poteva essere in parte evitato. E una ripresa, che poteva essere realizzata seguendo una linea classica, è stata abbandonata. Perché? I più antichi collaboratori, quelli che hanno fatto grande “Topolino”, sono stati letteralmente massacrati in favore di persone che di Disneyano hanno ben poco. Se non sai gestire un patrimonio artistico come quello che avevi a disposizione cosa puoi sperare di ricavare? Il crollo totale, al quale stiamo assistendo. Lo dico con grande dolore. “Topolino” è destinato a morire o a cambiare gestione a tempi molto brevi.
Il mio dolore è grande. È come vedere un figlio che ami affidato a delle balie inesperte, che rischiano di soffocarlo.
Ed è ESATTAMENTE quello che sta avvenendo.

Rinnoviamo i nostri auguri di buon compleanno al maestro Giulio Chierchini.


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