05 Giu 2008

Prosegue il tour del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” presso le varie manifestazioni e fiere del fumetto italiane.
Il Cfapaz sarà presente con uno stand, nel quale si alterneranno nei tre giorni del salone Michele Ginevra (venerdì), Chiara Della Vedova e Alice Bonzanini (sabato e domenica).
Grazie alla disponibilità degli organizzatori, nell’ambito della manifestazione sarà allestita anche la mostra biografica “Andrea Pazienza. La vita e le opere”. La mostra, a suo tempo prodotta assieme a Romics, ha già fatto tappa quest’anno a Fullcomics, Napoli Comicon e a Termoli per un’iniziativa locale.
Sono in corso contatti per altre località e manifestazioni.

A vent’anni dalla scomparsa di Andrea Pazienza, una mostra sulla sua opera assume un significato particolare. Parliamo di un autore che nonostante i pochi anni vissuti ha lasciato una testimonianza importante, che possiamo così ripercorrere in maniera precisa, sintetica e ricca di immagini.
Così si presentava: «Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr’anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali, e nel ‘74 sono divenuto socio di una galleria d’arte a Pescara: “Convergenze”, centro d’incontro e di informazione, laboratorio comune d’arte. Sempre nel ‘74 sono sul Bolaffi. Dal ‘75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal ‘71 al ‘73 ai marxisti-leninisti (…). Dal ‘76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile Frigidaire. Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch’io conosca. Amo gli animali, ma non sopporto di accudirli. Morirò il 6 gennaio 1984».
Questa breve autobiografia mette bene in luce, tra il serio e il faceto, il lato narcisistico di un autore pienamente consapevole delle proprie capacità e dell’ammirazione che suscitava il vederlo all’opera. La padronanza tecnica, la mostruosa capacità di trattare il colore, le non comuni doti comunicative e la sua capacità di tratteggiare così efficacemente i giovani e il loro mondo, hanno reso Andrea Pazienza uno degli autori più apprezzati del fumetto italiano, che la cui opera ed eredità il Centro Fumetto Andrea Pazienza si impegna a valorizzare e divulgare.

Ecco la piantina (numero 12B):
http://www.torinocomics.com/espositori.asp


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